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Sedie

Art. 144

Sedia con struttura in tubo di acciaio cromato o laccato; sedile e schienale in cuoio con lacci.

STORIA
Questa sedia a "sbalzo" fu disegnata nel 1926 ed entrò in produzione nel 1927. E' simile, nella forma, ad una sedia attribuita a Breuer (vedi catalogo Thonet del 1927-28 : Mod. B33). La Corte tedesca, nella causa legale del 1926-28, attribuì il modello a Mart Stam. Nella prima versione di Stam il modello presentava una barra orizzontale di irrigidimento fra le gambe anteriori. Nella versione di Breuer ed in tutte le produzioni successive, la barra orizzontale venne sostituita da un elemento curvo sotto il sedile. Nel 1923 Gerhard Stuttgen, un insegnante della Scuola d'Arte di Colonia, in una mostra di lavori scolastici presentò una sedia a "sbalzo" (cantilever), realizzata in tubo flessibile Mannesmann trafilato a freddo, ma in quell'occasione nessuno capì l'importanza dell'invenzione. Nel 1924 Mart Stam, presumibilmente all'oscuro del progetto di Gerhard Stüttgen, concepì l'idea della sedia a "sbalzo". Lo spunto progettuale di Stüttgen, era di natura tecnica più che formale, poiché intendeva mostrare le possibilità realizzative offerte dal tubo Mannesmann. Mart Stam invece, pensando in termini formali, concepì la struttura a "sbalzo"come rotazioni successive di un piano. Non avendo però alcuna esperienza nella lavorazione del metallo progettò la sua prima sedia a "sbalzo" adoperando un tubo grigio fuso a caldo con giunti angolari filettati. Nel 1925-26 Mart Stam fu invitato da Mies van der Rohe a partecipare all'esposizione di Weiisenhof. Si presume che Mies abbia informato Stam del tipo di attrezzature che Marcel Breuer usava nei laboratori del Bauhaus. Alcune settimane dopo l'arrivo a Weiisenhof della sedia di Mart Stam, anche Mies presentò la sua versione di sedia a "sbalzo" (v.mod. 304). Tutto questo è il consensus patri riguardo all'origine della sedia a "sbalzo". Comunque ragioni piuttosto ovvie di natura tecnica possono dimostrare che il tipo di struttura a "sbalzo" fu il risultato inevitabile dell'uso delle nuove attrezzature disponibili all'epoca per curvare il tubo trafilato a freddo (Mannesmann), piuttosto che di un'imposizione individuale. Appena i mobili in metallo divennero di moda, e le attrezzature tecniche disponibili sul mercato, le sedie a "sbalzo" e le sedie a "slitta" divennero le più comuni sedie in tubo metallico. Questo non perché si stava plagiando Mies, Stam o Breuer, ma perché la soluzione, economica ed efficiente, era il risultato delle prestazioni tecniche delle apparecchiature disponibili.

Altezza: 86 cm (33,8)
Altezza seduta: 46 cm (18,1")
Larghezza: 47 cm (18,5")
Profondità: 62 cm (24,4")

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